mercoledì 11 aprile 2018

11° Pietre dure: Giada

Foto prese da Pinterest

GIADA
La giada è una pietra ornamentale mineralogicamente appartenente ai silicati. Spesso presenta un tono verde/verdastro per effetto della presenza del Cromo. Il nome giada deriva dallo spagnolo "pedra de la hijada", ossia pietra dei fianchi, dato il suo presunto potere benefico sui lombi e sui reni, e risale al tempo della conquista spagnola dell'America Centrale, dove questa pietra era molto apprezzata e lavorata finemente. La giada è una pietra ornamentale mineralogicamente appartenente ai silicati. Spesso presenta un tono verde/verdastro per effetto della presenza del Cromo.
Con il nome di giada sono commercializzati numerosi oggetti che, in realtà, possono essere costituiti da giadeite, da nefrite (come si è dimostrato nel 1863) o anche, benché impropriamente, da serpentino. Il motivo di questo equivoco è dovuto al fatto che giadeite e nefrite sono specie mineralogiche difficilmente distinguibili.
GIADEITE E NEFRITE
La giadeite è un minerale il cui nome deriva dallo spagnolo "pedra de ijada", ossia pietra del fianco, dato il suo presunto potere benefico sui lombi e sui reni. La giadeite (che è uno dei principali costituenti della giada) fa parte dei pirosseni alcalini assieme all'egirina, con cui forma soluzioni solide. È un inosilicato importante in ambito metamorfico, perché se reagisce con acqua dà il glaucofane, che assieme al granato forma le eclogiti. Un'altra reazione che coinvolge la giadeite, sempre in ambito metamorfico, è quella con il quarzo a dare il feldspato plagioclasio albite.
Il colore della giadeite presenta toni bianchi e verdi del tutto particolari, uniformi o a macchie, con lucentezza grassa e aspetto traslucido che la rendono particolarmente apprezzata dai popoli orientali. Si rinviene soprattutto nelle aree alluvionali della Birmania.
La nefrite è un minerale il cui nome deriva dal greco "nephron", cioè rene, a causa del suo utilizzo nell'antichità come amuleto nei confronti delle malattie dei reni. Si tratta di una varietà di actinolite che può presentarsi in moltissimi colori: giallastro, bruno, rossastro ma anche bianco o grigio, ma la più pregiata è la qualità verde. Può infine presentarsi maculata o striata. Con una lucentezza assolutamente simile a quella della giadeite, una durezza comparabile e una gamma di colori simile, viene con questa facilmente confusa e comunemente indicata col termine generico di giada.
Quando forma aggregati microcristallini ha una struttura fibrosa (come l'actinolite) che, unita all'elevata durezza, la rende ancora più tenace della giadeite. Quando invece è monocristallina è fragile.

CURIOSITA' sulla Giadeite (e Giada):
Il nome “giada” deriva dallo spagnolo pedra de ijada, ossia “pietra dei fianchi”, dato il suo tradizionale potere benefico sui lombi e sui reni, e risale al tempo della conquista spagnola dell’America centrale, dove questa pietra era molto apprezzata e lavorata finemente. Nell’antica Cina era una pietra sacra usata per fabbricare le urne in quanto si credeva che avesse il potere di impedire la corrosione e di scacciare gli spiriti maligni. Nella letteratura cinese tradizionale, l’oro e la giada sono spesso menzionati insieme e sono considerati simboli di ricchezza. Anche oggi, il prezzo della giada di buona qualità non vale meno di un pezzo d’oro dello stesso peso. Confucio (551-479 a.C.) afferma che la giada possiede undici virtù, tra cui la benevolenza (è dolce e lucida al tatto), la fedeltà (non irrita mai la pelle), l’educazione e la sincerità (un difetto nella giada non si nasconde mai). La cultura confuciana predicava inoltre che un uomo doveva definire i suoi modi e la sua condotta in accordo con le virtù della giada.

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