Ci sono borse che per noi hanno un
valore ‘affettivo’, magari è quella borsa ideale per gli
appuntamenti con le amiche, la borsa che si adegua al jeans, ma anche
su un bel tailleur non stona, è quella borsa che è comoda per un
piccolo viaggio, che raccoglie ancora complimenti ai colloqui di
lavoro, oppure che attira l’attenzione, quella che ci piace
nonostante non sia una borsa di punta, né sia di tendenza.
Perché dopo tanti anni di ‘onorato
servizio’ mandarla in pensione solo perché mostra i suoi anni con
relative sbucciature, segni d‘usura e graffi dovuti ai sali scendi
dai mezzi pubblici e metro, e perchè no corse per arrivare in tempo
agli appuntamenti?
Questo processo si sposa anche al
discorso della compravendita di borse di seconda mano che i
proprietari hanno maltrattato, o usato fino quasi al limite, magari
con graffi dovuti ad animali domestici presenti sul pellame e che in
generale vengono vendute ad un prezzo irrisorio, considerando il
valore che avevano in partenza ed anche a quelle borse d’occasione
che quando arrivano a casa nostra sono ‘diverse’ da come ci erano
state descritte.
NB: Valutate attentamente se valga la
pena affrontare un restauro, pensate se quel modello vi piaccia a tal
punto da spendere tempo e prodotti per riportarla a nuova vita.
Quello che descriverò, come sempre
l’ho fatto su una mia borsa, un modello che amo, ed ho amato e che
mai e poi mai avrei lasciato al suo destino di essere utilizzata come
parti di ricambio per altre ulteriori borse.
Si possiamo provare a ‘restaurare’
la nostra borsa preferita, con prodotti specifici ed un po’ di
pazienza!
Come al solito che cosa ci vuole? Come
sapranno bene le persone che avranno letto-spero- gli articoli
precedenti tanta pazienza, organizzazione, ed olio di gomito.