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mercoledì 25 aprile 2018

11° Pietre dure: Giada

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GIADA
La giada è una pietra ornamentale mineralogicamente appartenente ai silicati. Spesso presenta un tono verde/verdastro per effetto della presenza del Cromo. Il nome giada deriva dallo spagnolo "pedra de la hijada", ossia pietra dei fianchi, dato il suo presunto potere benefico sui lombi e sui reni, e risale al tempo della conquista spagnola dell'America Centrale, dove questa pietra era molto apprezzata e lavorata finemente. La giada è una pietra ornamentale mineralogicamente appartenente ai silicati. Spesso presenta un tono verde/verdastro per effetto della presenza del Cromo.
Con il nome di giada sono commercializzati numerosi oggetti che, in realtà, possono essere costituiti da giadeite, da nefrite (come si è dimostrato nel 1863) o anche, benché impropriamente, da serpentino. Il motivo di questo equivoco è dovuto al fatto che giadeite e nefrite sono specie mineralogiche difficilmente distinguibili.
GIADEITE E NEFRITE
La giadeite è un minerale il cui nome deriva dallo spagnolo "pedra de ijada", ossia pietra del fianco, dato il suo presunto potere benefico sui lombi e sui reni. La giadeite (che è uno dei principali costituenti della giada) fa parte dei pirosseni alcalini assieme all'egirina, con cui forma soluzioni solide. È un inosilicato importante in ambito metamorfico, perché se reagisce con acqua dà il glaucofane, che assieme al granato forma le eclogiti. Un'altra reazione che coinvolge la giadeite, sempre in ambito metamorfico, è quella con il quarzo a dare il feldspato plagioclasio albite.
Il colore della giadeite presenta toni bianchi e verdi del tutto particolari, uniformi o a macchie, con lucentezza grassa e aspetto traslucido che la rendono particolarmente apprezzata dai popoli orientali. Si rinviene soprattutto nelle aree alluvionali della Birmania.
La nefrite è un minerale il cui nome deriva dal greco "nephron", cioè rene, a causa del suo utilizzo nell'antichità come amuleto nei confronti delle malattie dei reni. Si tratta di una varietà di actinolite che può presentarsi in moltissimi colori: giallastro, bruno, rossastro ma anche bianco o grigio, ma la più pregiata è la qualità verde. Può infine presentarsi maculata o striata. Con una lucentezza assolutamente simile a quella della giadeite, una durezza comparabile e una gamma di colori simile, viene con questa facilmente confusa e comunemente indicata col termine generico di giada.
Quando forma aggregati microcristallini ha una struttura fibrosa (come l'actinolite) che, unita all'elevata durezza, la rende ancora più tenace della giadeite. Quando invece è monocristallina è fragile.

CURIOSITA' sulla Giadeite (e Giada):
Il nome “giada” deriva dallo spagnolo pedra de ijada, ossia “pietra dei fianchi”, dato il suo tradizionale potere benefico sui lombi e sui reni, e risale al tempo della conquista spagnola dell’America centrale, dove questa pietra era molto apprezzata e lavorata finemente. Nell’antica Cina era una pietra sacra usata per fabbricare le urne in quanto si credeva che avesse il potere di impedire la corrosione e di scacciare gli spiriti maligni. Nella letteratura cinese tradizionale, l’oro e la giada sono spesso menzionati insieme e sono considerati simboli di ricchezza. Anche oggi, il prezzo della giada di buona qualità non vale meno di un pezzo d’oro dello stesso peso. Confucio (551-479 a.C.) afferma che la giada possiede undici virtù, tra cui la benevolenza (è dolce e lucida al tatto), la fedeltà (non irrita mai la pelle), l’educazione e la sincerità (un difetto nella giada non si nasconde mai). La cultura confuciana predicava inoltre che un uomo doveva definire i suoi modi e la sua condotta in accordo con le virtù della giada.

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mercoledì 14 marzo 2018

10° Pietre dure: Occhio di tigre

 
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OCCHIO DI TIGRE
L'occhio di tigre è una varietà di quarzo contenente inclusioni di crocidolite, un minerale facente parte del gruppo dell'amianto. La presenza di queste fibre isoorientate impartisce alla massa un effetto particolare detto gatteggiamento. Viene utilizzato principalmente come gemma per la creazione di gioielli.

Curiosità sull'Occhio di tigre:
I riflessi simili a quelli della seta prodotti dalle fibre della limonite, ricordano da vicino quelli di un occhio. E' da ciò che deriva sia il nome della pietra, che l'antica convinzione che essa abbia un effetto benefico sugli occhi. Ad essa veniva attribuita anche una funzione protettiva e, infatti, nel medioveo, la si usava come amuleto contro i sortilegi ed i demoni.
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mercoledì 14 febbraio 2018

9° Pietre dure: Corniola

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CORNIOLA
La corniola è una varietà molto nota di calcedonio. La sua colorazione più pregiata è quella di un rosso-arancio, dovuto alla presenza di ossidi di ferro, mentre le tonalità più chiare sono da attribuirsi all'idrossido di ferro. Se si sottopone il minerale ad un leggero riscaldamento, il suo colore diventa più intenso. La durezza è 7 della scala di Mohs, come per tutti i quarzi, e questo fatto la rende molto adatta ai lavori di incisione oltre che alla produzione di sfere di collane. Per gli antichi Egizi, la corniola era il rosso simbolo della vita: legata a precise pratiche religiose, aveva il compito di accompagnare i defunti durante il viaggio verso l'aldilà, per questo la gemma adornava anche il prezioso pettorale funerario del faraone Tutankhamon. In corniola poi venivano scolpiti molti animali sacri come l'ariete di Amon ed il falco Horus (simbolo del sole). Nel Buddhismo è uno dei sette tesori, simboleggia la saggezza. I giacimenti più noti, anticamente sfruttati già dai Romani, erano quelli situati in Arabia, India e Persia. Attualmente la corniola si estrae nello stato brasiliano di Rio Grande do Sul e in Uruguay.
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martedì 26 dicembre 2017

8° Pietre dure: Lapislazzulo

LAPISLAZZULI (o Lapislazuli)
Il lapislazzuli (meno comune lapislazuli) è una delle pietre preziose considerate tali da più tempo nella storia. La storia di questa gemma risale al V millennio a.C., fu molto usata per la fabbricazione dei gioielli trovati nelle tombe faraoniche in Egitto. Deriva dal latino lapis: pietra e Lazulum: Pietra di Lazuli. lazulum deriva dall'arabo لازورد lāzaward che a sua volta deriva dal persiano لاژورد lāžaward che è sia il nome della pietra sia il luogo in cui veniva estratta.
 
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mercoledì 6 dicembre 2017

7° Pietre dure: Aqua aura

AQUA AURA (o Aqua Aurea)
I cristalli di Quarzo Ialino, se sottoposti ad alte temperature (per l’esattezza a 871 °C) in ambiente controllato con emissioni di vapori di Oro puro, assumono una viva colorazione azzurra, a volte iridescente. Conosciuta oramai col nome Aqua Aura, il termine esatto sarebbe Aqua Aurea, dal termine latino ‘aurum‘ che significa Oro. Durante il trattamento i vapori di oro si depositano su tutta la superficie del cristallo creando un legame molecolare permanente ed una copertura uniforme. Attenzione a maneggiare con cura queste pietre, dato che il trattamento ne aumenta la fragilità. 

CURIOSITA' su Aqua aura:
L'acqua aura, nonostante sia una pietra sintetica, possiede un'anergia intensa, indice del processo alchemico che lega l'oro al quarzo puro. L'acqua aura libera dai vincoli e lascia spazio alle novità. E' un cristallo che cura, purifica e calma l'aura rimuovendo ogni stress e appianando i problemi. Inoltre, attiva i chakra, soprattutto a livello della gola, che mette in comunicazione con il cuore; allontana la negatività dai corpi sottili energetici e dalle relazioni che il corpo spirituale instaura con le energie universali. Viene così attivata l'energia dell'anima, che consentirà di esprimere le proprie massime potenzialità. L'acqua aura favorisce l'attività medianica e l'espressione dell'io, e potenzia l'armonia e la comunicazione spirituale. E' anch'essa una pietra protrettrice contro le aggressioni psichiche o psicologiche. Durante la meditazione induce a una profonda pace interiore. Usata in sinergia con altri cristalli ne potenzia le proprietà curative. L'aqua aura rafforza la ghiandola del timo e il sistema immunitario.
Fonte
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giovedì 19 ottobre 2017

6° pietre dure: Onice bianco

ONICE BIANCO
Con il nome di onice si indicano due tipi di rocce completamente differenti: l'onice silicea normalmente di colore nero striata di bianco con composizione SiO2 . n H2O, simile al calcedonio ma non al quarzo che è cristallino, si trova in Brasile, Messico, ecc...e l'onice calcarea, detta anche onice alabastrite, onice etoca o onice egiziana che è composta da CaCO3, è di colore bruno quella di Montaione o verde chiaro quella del Pakistan.
CURIOSITA' su Opale Bianco:
Gli antichi greci ritenevano che l’opale fosse una talismano in grado di prevedere il futuro e che pertanto simboleggiasse la possibilità di avere successo e portasse fortuna al suo possessore. Allo stesso modo anche i romani associavano all’opale caratteristiche benefiche e positive, in quanto simbolo di speranza e di buona sorte. Tuttavia, il potere benefico di questa gemma si è tinto di sfumature oscure ed enigmatiche, in quanto simbolo di magia occulta, in grado di rivalare catastrofi imminenti. L’opale è una delle pietre più delicate, si può rigare facilmente ed è molto sensibile ai cambi di temperatura. Essendo un silicato idrato, un ambiente molto secco potrebbe danneggiarlo per cui si consiglia di immergerlo ogni tanto in acqua. Non usare olii o detergenti per pulirlo.

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giovedì 10 agosto 2017

5° pietre dure: Angelite

ANGELITE
L'angelite è una variante del minerale conosciuto con il nome di anidrite. E' formato da solfato di calcio anidro. Ha origine evaporitica ed è prevalentemente derivato dalla trasformazione di depositi di gesso per perdita delle molecole di acqua che gli sono associate. Questi cristalli formano aggregazioni simili a grappoli i cui i singoli elementi hanno sezione quadrangolare: una sorta di "cavolfiore" cristallino. Particolare e tipico il colore bianco azzurrognolo con la parte centrale dei cristalli quasi grigia. Le parti più azzurre vengono utilizzate e denominate "angelite". Sono osservabili sottili lamelle bianche di calcite estremamente fini e delicate, protette dai cristalli di anidrite.
CURIOSITA' sull'Angelite:
Il suo nome pare derivare direttamente dal cielo: è infatti la pietra degli Angeli! Forse è proprio per questo motivo che questo bel cristallo dal dolce colore celeste lavora molto bene sulla protezione dell'ambiente.
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martedì 11 luglio 2017

4° pietre dure: Ametista

AMETISTA
L'ametista è una varietà violacea di quarzo, spesso associata a rocce basaltiche subalcaline, che è stata sin dal 3000 a.C., in Egitto e in Mesopotamia, una delle gemme più utilizzate per la creazione di gioielli, sigilli e intagli. I Greci ritenevano che costituisse un eccellente rimedio contro gli effetti dell'alcool e i Romani contribuirono ad alimentare questa leggenda. Una particolare etichetta comportamentale imponeva infatti ai commensali di bere vino in coppe di cristallo ogni volta che l'ospite accostava la sua alle labbra. Egli però si limitava a bere acqua pura in un calice d'ametista, i cui riflessi viola 'coloravano' l'acqua dandole l'apparenza del vino. Così l'ospite poteva rimanere signorilmente sobrio mentre i suoi commensali cedevano all'ebbrezza. ATTENZIONE: Il suo colore viola ha però uno svantaggio, infatti la sua prolungata esposizione al sole e alla luce intensa ne provoca l'impallidimento; ad una temperatura tra i 400 °C e i 500 °C, i cristalli cambiano il loro colore in modo radicale (in giallo-bruno-arancio) diventando artificialmente simili ai cristalli di quarzo citrino e spesso venduti fraudolentemente come tali.
CURIOSITA' sull'Ametista:
Il termine ametista deriva dal greco améthystos che significa "non ebbro". Una leggenda mitologica spiega che Ametista era una ninfa dei boschi di cui Bacco, il dio del vino, si era invaghito; ma la fanciulla, per sfuggire allo sgradito corteggiamento, si rivolse a Diana, che la trasformò in un limpido cristallo. Adirato, Bacco vi rovesciò addosso la sua coppa colma di vino, conferendogli così il suo colore violetto, insieme al potere di proteggere dagli inebrianti effetti della bevanda a lui cara chi indossasse la gemma.
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martedì 13 giugno 2017

3° pietre dure: Cristallo di Rocca (o Quarzo Ialino)

CRISTALLO DI ROCCA (o Quarzo Ialino)
Il quarzo ialino, comunemente detto anche cristallo di rocca, è una varietà completamente incolore di quarzo. Di solito è perfettamente trasparente, con aspetto simile al vetro e al cristallo artificiale, da cui si può distinguere facilmente, come tutte le sostanze minerali, per la sensazione di freddo che provoca al saggio con la lingua.
CURIOSITA' sul Cristallo di Rocca:
Il suo colore trasparente rimanda al ghiaccio, i popoli antichi credevano infatti che il cristallo di rocca fosse acqua solidificata. In Cina esisteva la credenza che questa pietra riuscisse a dissetare se tenuta in bocca!
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giovedì 18 maggio 2017

2° pietre dure: Ossidiana nobile (verde)

OSSIDIANA NOBILE (o verde)
L'ossidiana è un vetro vulcanico la cui formazione è dovuta al rapido raffreddamento della lava. All'interno dei vulcani le temperature e le pressioni sono così elevate da fondere i silicati dando origine al magma. La lava a contatto dell'aria, si raffredda molto rapidamente dando origine all'ossidiana. Il veloce raffreddamento non consente agli atomi di ordinarsi per formare un cristallo. L'ossidiana è un vetro naturale, del tutto simile a quello di produzione umana.
CURIOSITA' sull'Ossidiana nobile:
I piccoli ciottoli ritrovati nelle zone che erano state riserve indiane Apache, prendono il nome di " Lacrime Apache ". La leggenda vuole che "Nonna Terra" piangesse ogni volta che un indiano moriva in battaglia. In pratica è considerata una pietra "falsa" in quanto non è una pietra ma vetro vulcanico.
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mercoledì 12 aprile 2017

1° pietre dure: Quarzo rosa

QUARZO ROSA
Il quarzo rosa è un quarzo traslucido, di colore rosa pallido, ma può essere anche cristallino, sino ad essere quasi trasparente o traslucido nelle varietà più pregiate e ricercate; il colore della polvere è bianco, mentre presenta una lucentezza vitrea ed un'ottima diffusione della luce (è sempre meglio non tenerlo troppo a lungo sotto il sole: potrebbe sbiadirsi e perdere la sua particolare lucentezza).
CURIOSITA' sul Quarzo rosa: La tradizione popolare attribuisce al quarzo rosa il potere di attrarre l’amore e secondo la mitologia greca sarebbe un dono del dio Eros agli uomini.
Una leggenda orientale ne spiega così l’origine: un giovane povero e bello amava una giovane di casta superiore alla sua, perciò erano costretti a incontrarsi di nascosto. Il giovane portava sempre in dono alla sua amata una rosa variegata di bianco come il colore della sua carnagione. Un giorno il padre della giovane li scoprì e li uccise: la rosa che loro tenevano tra le mani si trasformò in un meraviglioso fiore di pietra, il quarzo rosa.
Fonte
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